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Decluttering Come liberare casa stanza per stanza e dove portare quello che non tieni

Fare spazio in casa non vuol dire buttare tutto, ma decidere con calma cosa tenere e dare una nuova strada al resto. Qui trovi un metodo stanza per stanza, le domande che aiutano a scegliere e le regole giuste per abiti usati, elettronica, farmaci e cibo, con le indicazioni del Centro di Coordinamento RAEE, di Caritas, del Garante della privacy e dell’ISS.

Di La redazione di Casa e LeiAggiornato Dati verificati

Soggiorno luminoso con tre scatole di cartone aperte sul parquet, piene di maglioni piegati, libri, tazze, una lampada e utensili, accanto a una borsa di tela con altri vestiti
Immagine illustrativa

Difficoltà

Facile

Cosa ti serve

  • Quattro scatole o sacchi
  • Sacchi ben chiudibili per gli abiti
  • Etichette e pennarello
  • Un panno per pulire i ripiani vuoti

In breve

  • Una zona alla volta, piccola e da finire in giornata: un cassetto vale più di una stanza lasciata a metà.
  • Quattro scatole: tengo, regalo o dono, vendo, riciclo. Niente pile «da decidere».
  • Abiti usati: solo puliti e recuperabili, in sacchetti chiusi, dentro il contenitore.
  • Elettronica: al centro di raccolta comunale o in negozio, mai nell’indifferenziata, dopo aver cancellato i dati.
  • Quello che esce, esce subito: la scatola delle donazioni non deve restare in corridoio per un mese.

Perché funziona meglio a piccole dosi

Liberare casa in un fine settimana di solito finisce con una stanza sottosopra. Meglio lavorare a zone piccole: un cassetto, un ripiano, la scarpiera. Ogni zona si svuota, si decide, si pulisce e si richiude, e il risultato si vede subito.

I momenti migliori sono i cambi di stagione: quando sposti i vestiti estivi o invernali li tocchi comunque uno per uno, e decidere cosa tenere viene naturale. Se ti serve un metodo per l’armadio, trovi tutti i passaggi nella guida al cambio di stagione.

Cosa serve

  • Quattro scatole o sacchi, con una scritta grande: tengo, regalo o dono, vendo, riciclo
  • Sacchi resistenti e ben chiudibili per gli abiti da donare
  • Etichette e un pennarello
  • Un panno per pulire ripiani e cassetti mentre sono vuoti
  • Un’ora di tempo senza interruzioni

Il metodo delle quattro scatole

  1. Scegli la zona e decidi quando finisci. Un’ora basta per un cassetto o la scarpiera.
  2. Svuotala del tutto. Solo vedendo tutto insieme ti accorgi che hai cinque forbici e tre caricabatterie uguali.
  3. Prendi ogni oggetto in mano e mettilo in una delle quattro scatole. Ti aiutano tre domande: l’ho usato nell’ultimo anno? Se si rompesse, lo ricomprerei? Ho un altro oggetto che fa la stessa cosa?
  4. Pulisci la zona vuota, poi rimetti a posto solo la scatola «tengo», con le cose usate più spesso davanti e a portata di mano.
  5. Chiudi le altre scatole e dai loro una data. Quella delle donazioni esce di casa entro la settimana; quella delle vendite, se dopo un mese è ancora lì, diventa una donazione.

Stanza per stanza

  • Ingresso: scarpe che non metti più, ombrelli rotti, chiavi che non aprono niente, volantini.
  • Armadio: capi che non indossi da un anno, che non ti stanno più, rovinati o da riparare da sempre. Tieni quelli che metti davvero.
  • Cucina: doppioni di utensili, contenitori senza coperchio, tazze sbeccate, piccoli elettrodomestici mai usati. Per la dispensa, con le scadenze e gli alimenti da controllare, c’è la guida dedicata.
  • Bagno: prodotti finiti a metà, campioncini, cosmetici aperti da troppo tempo, farmaci scaduti.
  • Soggiorno: riviste, cavi e telecomandi di apparecchi che non hai più, soprammobili che ormai non guardi.
  • Camerette: giochi con pezzi mancanti, vestiti piccoli, libri per età già passate. Se i figli sono abbastanza grandi, coinvolgili nella scelta.

Dove portare quello che non tieni

Abiti, scarpe e tessuti per la casa

I contenitori stradali per gli abiti usati accettano solo materiale pulito e ancora recuperabile: la Comunità Montana Valli del Verbano, con Humana People to People Italia, elenca abbigliamento e accessori, intimo compreso, scarpe, borse e zaini in buono stato, e tessuti per la casa come tende, lenzuola, coperte, tovaglie e asciugamani. Tutto va in sacchetti ben chiusi.

Non vanno nel contenitore capi rotti, strappati, ammuffiti, bagnati o macchiati di vernice, olio o ruggine, né scarpe e borse rovinate: vanno nel secco residuo. E non lasciare mai i sacchi a terra accanto al contenitore: è vietato dalla legge 137/2023.

Caritas Ambrosiana chiarisce un punto spesso frainteso: i vestiti dei cassonetti gialli vanno ai poveri solo in piccolissima parte. Quasi tutto finisce nel riciclo delle fibre o nel riuso nei circuiti di seconda mano, e con i proventi le cooperative creano lavoro e finanziano progetti sociali. Per questo, avverte Caritas, i cassonetti non sono bidoni dell’immondizia per i capi rovinati. Se vuoi che un cappotto arrivi direttamente a qualcuno, chiedi prima a parrocchie e associazioni della tua zona: Caritas spiega che i guardaroba parrocchiali sono già in gran parte coperti dalle donazioni locali.

Le regole precise cambiano da comune a comune: guarda il sito o l’app del gestore dei rifiuti della tua città.

Elettrodomestici, telefoni, lampade: i RAEE

Un apparecchio elettrico o elettronico da buttare, dal frullatore al telefono, è un RAEE, un rifiuto elettronico, e non va nell’indifferenziata. Il Centro di Coordinamento RAEE indica tre strade, tutte gratuite:

  • Il centro di raccolta del tuo comune, l’isola ecologica: in Italia ce ne sono oltre 4.000.
  • «Uno contro uno»: quando compri un apparecchio nuovo equivalente, il negozio ritira il vecchio. Vale anche per gli acquisti online.
  • «Uno contro zero»: i piccoli apparecchi sotto i 25 cm, come un phon, un telefono o un rasoio, si possono lasciare in negozio senza comprare nulla. È obbligatorio nei punti vendita con oltre 400 mq di superficie di vendita di elettronica, facoltativo in quelli più piccoli.

Prima di consegnare telefoni, tablet e computer, pensa ai dati. Il Garante della privacy, in un provvedimento del 2008 pensato soprattutto per uffici e aziende, ricorda che i dati personali vanno cancellati davvero o resi illeggibili, perché i dispositivi raccolti possono essere riutilizzati; l’operazione si può affidare anche a un centro di assistenza.

Farmaci scaduti

Non vanno nella spazzatura di casa: i principi attivi dispersi possono danneggiare terreno, falda e depuratori. Portali negli appositi contenitori, di solito in farmacia, e la scatola di cartone nella carta. Nella guida all’ordine in bagno trovi come controllare le scadenze.

Cibo in più

Nel decalogo contro lo spreco, l’ISS suggerisce di informarsi sui programmi locali di recupero e donazione delle eccedenze alimentari, se hai cibo ancora buono che non consumerai.

Come non riempire di nuovo la casa

  • Una cosa entra, una esce. Un maglione nuovo? Uno vecchio va nella scatola delle donazioni.
  • Lista prima di comprare. È il primo consiglio dell’ISS contro lo spreco alimentare, e funziona anche per tutto il resto.
  • Meno capi, migliori. Caritas invita a ripensare i consumi: il fast fashion riempie gli armadi di capi di scarsa qualità, difficili da riciclare.
  • Un controllo a ogni cambio di stagione, una zona alla volta.

Errori da evitare

  • Voler fare tutto in un giorno. Si finisce stanchi, con le scatole aperte ovunque.
  • Spostare invece di scegliere. Comprare altri contenitori non libera spazio.
  • Tenere la scatola «da decidere». Rimanda la scelta e torna nell’armadio.
  • Mettere stracci nei contenitori per gli abiti usati, o lasciare i sacchi a terra.
  • Buttare elettronica, pile e farmaci nell’indifferenziata.
  • Consegnare un telefono senza aver cancellato i tuoi dati.

Domande frequenti

Da dove si comincia a fare decluttering?

Da una zona piccola, che finisci in un’ora: un cassetto, la scarpiera, il mobile del bagno. Svuotala del tutto, dividi gli oggetti in quattro scatole (tengo, regalo o dono, vendo, ricicla) e rimetti a posto solo quello che tieni. Il risultato si vede subito e dà la spinta per la zona successiva.

Dove si portano i vestiti usati?

Nei contenitori stradali per gli abiti usati del tuo comune, solo se sono puliti e ancora recuperabili, chiusi in sacchetti ben legati, come indicano la Comunità Montana Valli del Verbano e Humana. Abiti rotti, bagnati, ammuffiti o macchiati di vernice e olio vanno nel secco residuo. Non lasciare mai sacchi fuori dal contenitore.

Gli abiti nei cassonetti gialli vanno ai poveri?

In minima parte. Caritas Ambrosiana spiega che la gran parte dei tessuti raccolti va al riciclo delle fibre o al riuso nei circuiti di seconda mano, e che con i proventi le cooperative creano lavoro e finanziano progetti sociali. Se vuoi dare un capo direttamente a qualcuno, chiedi prima a parrocchie e associazioni della tua zona di cosa hanno bisogno.

Dove butto un vecchio phon o un telefono rotto?

Sono RAEE, rifiuti elettronici, e non vanno nell’indifferenziata. Secondo il Centro di Coordinamento RAEE puoi portarli gratis al centro di raccolta del tuo comune o, sotto i 25 cm, nei grandi negozi di elettronica senza comprare nulla. Prima cancella i tuoi dati dal telefono.

Il negozio deve ritirare il vecchio elettrodomestico?

Sì, quando compri un apparecchio equivalente: è il ritiro «uno contro uno», che secondo il Centro di Coordinamento RAEE vale anche per gli acquisti online. Per i piccoli apparecchi sotto i 25 cm c’è anche l’«uno contro zero», senza acquisto, obbligatorio nei punti vendita con oltre 400 mq di superficie di vendita di elettronica.

Fonti e verificheDati verificati il 4 novembre 2026
  1. Comunità Montana Valli del Verbano e Humana People to People Italia — Raccolta abiti usati (comunicato PDF) — Altra fonte, verificata il 4 novembre 2026
  2. Caritas Ambrosiana e Consorzio Farsi Prossimo — Raccolta degli indumenti usati: più fiducia, più responsabilità (PDF, 2025) — Altra fonte, verificata il 4 novembre 2026
  3. Centro di Coordinamento RAEE — Cittadini: dove conferire i RAEE — Altra fonte, verificata il 4 novembre 2026
  4. Garante per la protezione dei dati personali — Provvedimento 13 ottobre 2008, RAEE e misure di sicurezza dei dati personali (testo su ISPRA) — Norma o regolamento, verificata il 4 novembre 2026
  5. Comune di San Giorgio di Piano (BO) — Farmaci scaduti (scheda PDF, 2015) — Altra fonte, verificata il 4 novembre 2026
  6. Istituto Superiore di Sanità — Spreco alimentare, dall'ISS un decalogo per prevenirlo — Altra fonte, verificata il 4 novembre 2026

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