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Come conservare il profumo Dove tenerlo, cosa lo rovina e quanto dura dopo l’apertura

Il flacone sulla mensola del bagno, al sole della finestra, è bello da vedere ma è il posto peggiore per un profumo. Qui trovi dove conservarlo, perché luce e calore lo cambiano, come leggere il simbolo del vasetto aperto e la clessidra sulla confezione e come capire se un profumo è cambiato, con le indicazioni delle maison e del regolamento europeo sui cosmetici.

Di La redazione di Casa e LeiAggiornato Dati verificati

Cassetto aperto di un comò di rovere con due flaconi di profumo di vetro senza etichetta e una scatola color crema su un panno di lino, in penombra, con la luce del mattino sulla parete lontana
Immagine illustrativa

Difficoltà

Facile

Cosa ti serve

  • La scatola originale del profumo
  • Un cassetto o un armadio lontano dalla finestra
  • Un pennarello per la data di apertura

In breve

  • Fresco, asciutto e al buio: un cassetto o un armadio, lontano da finestre, termosifoni e fonti di calore.
  • Nella sua scatola, quando non lo usi.
  • Non in bagno: vapore e sbalzi di temperatura sono il contrario di quello che serve.
  • Dopo l’apertura: guarda il vasetto aperto sulla confezione, per esempio 36M, e scrivi la data di apertura.
  • Segnali d’allarme: colore, consistenza o odore diversi da come erano.

Cosa rovina un profumo

Un profumo è una miscela di tante sostanze profumate, e non tutte resistono allo stesso modo. L’Artisan Parfumeur spiega che, se il flacone resta esposto a troppo calore e troppa luce, la fragranza può perdere le note di testa, quelle fresche che senti appena spruzzi: l’odore cambia un po’ e dura meno sulla pelle.

L’FDA, l’agenzia statunitense per alimenti e farmaci, ricorda per tutti i cosmetici che il calore degrada i conservanti e consiglia di tenerli lontano da fonti di calore.

I nemici, quindi, sono due: luce e calore. A questi le maison aggiungono l’umidità: Santa Maria Novella chiede un posto «fresco e asciutto».

Dove tenerlo in casa, stanza per stanza

  1. Camera da letto, in un cassetto o nell’armadio. È la soluzione più semplice: al buio, lontano dalla finestra, a temperatura stabile. Le indicazioni di Santa Maria Novella e di L’Artisan Parfumeur coincidono su questo: luogo fresco, asciutto e buio, lontano dalla luce del sole e dal calore.
  2. Nella sua scatola. Santa Maria Novella consiglia di tenere il profumo nella confezione originale quando non lo usi: è il modo più facile per proteggerlo dalla luce anche se lo lasci su un ripiano.
  3. Non sul davanzale né sulla mensola al sole. Anche se il flacone è bellissimo, la luce diretta è proprio quello che le maison chiedono di evitare.
  4. Non vicino a termosifoni, stufe o lampade calde. Il calore è il secondo nemico.
  5. Non in bagno. Vapore della doccia e temperatura che sale e scende più volte al giorno sono il contrario del posto fresco e asciutto che serve. Se vuoi averne uno a portata di mano, tieni in bagno solo un flacone piccolo da usare in fretta.
  6. In viaggio e in borsa, usa un formato piccolo e non lasciarlo al sole o in auto parcheggiata d’estate, che diventa una fonte di calore.

Come leggere la confezione: vasetto aperto e clessidra

Il regolamento europeo sui cosmetici (CE n. 1223/2009) prevede due modi per indicare quanto dura un prodotto.

  • La clessidra, o la scritta «da usarsi preferibilmente entro», seguita da una data. È la data di durata minima, obbligatoria per i prodotti che durano 30 mesi o meno.
  • Il vasetto aperto con un numero e la lettera M, per esempio 12M o 36M. Si usa per i prodotti con una durata minima superiore a 30 mesi, come molti profumi: indica per quanti mesi, dopo l’apertura, il prodotto si può usare senza danni.

Il conto parte dal giorno in cui apri il flacone, non da quello in cui lo compri. Per questo conviene scrivere la data di apertura con un pennarello sul fondo della scatola.

Quanto dura, in pratica

Dipende dal profumo e dalla maison, ed è per questo che il simbolo sulla confezione è il riferimento giusto.

  • Santa Maria Novella indica di usare le sue fragranze entro 36 mesi dall’apertura, come riporta il simbolo sulla confezione.
  • L’Artisan Parfumeur indica per le proprie fragranze una durata massima fino a 5 anni.

Queste durate valgono per un profumo conservato bene. Lo stesso flacone lasciato tutta l’estate sul davanzale può cambiare molto prima.

Come capire se un profumo è cambiato

  1. Guardalo. L’FDA indica come primo segnale di un cosmetico alterato il cambiamento di colore.
  2. Annusalo sulla pelle, non solo dal tappo. Se l’attacco è più piatto di come lo ricordavi, le note di testa potrebbero essersi perse.
  3. Ricorda che anche tu cambi. Santa Maria Novella spiega che la percezione di un profumo varia con l’umore, la pelle e l’ambiente: non sempre un odore «diverso» vuol dire un profumo rovinato. Prova a confrontarlo con un campione nuovo, se ne hai uno.

Se il profumo ti irrita la pelle o ti dà fastidio, smetti di usarlo e chiedi consiglio al medico o al farmacista.

Se hai più profumi

Quando i flaconi sono tanti, il rischio è dimenticarne qualcuno aperto in fondo al cassetto. Qualche abitudine aiuta:

  • Un solo cassetto o una sola scatola per tutti i profumi, così sai dove sono e restano tutti al buio.
  • Davanti quelli aperti da più tempo, con la data di apertura scritta sotto la scatola: li usi per primi.
  • I flaconi ancora chiusi lasciali nel cellophane e nella confezione, dietro agli altri.
  • Uno «di tutti i giorni» alla volta. Se cambi profumo secondo la stagione, metti via quello estivo nella sua scatola insieme ai vestiti leggeri, e tira fuori quello invernale.
  • I campioncini vanno con gli altri, al buio: sono piccoli, ma soffrono luce e calore come i flaconi grandi.

Un bonus: farlo durare di più sulla pelle

Santa Maria Novella spiega che la tenuta di una fragranza dipende dal tipo di pelle, dall’umidità, dalla temperatura e dalla fragranza stessa. La pelle secca trattiene il profumo meno a lungo: una crema idratante senza profumo prima di spruzzarlo può aiutare. Applicalo sui punti di pulsazione, come polsi e collo, e lascialo asciugare senza strofinare.

Errori da evitare

  • Esporre il flacone al sole sul davanzale o sulla toeletta vicino alla finestra.
  • Tenerlo in bagno accanto alla doccia.
  • Buttare via la scatola, che lo protegge dalla luce.
  • Lasciarlo vicino al termosifone o in auto d’estate.
  • Dimenticare quando l’hai aperto.
  • Strofinare i polsi dopo averlo spruzzato.

Domande frequenti

Dove si conserva il profumo?

In un posto fresco, asciutto e al buio, lontano dalla luce diretta del sole e da fonti di calore. È l’indicazione dell’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella e di L’Artisan Parfumeur. Santa Maria Novella consiglia anche di tenerlo nella sua confezione originale quando non lo usi: un cassetto o un armadio in camera da letto vanno bene.

Si può tenere il profumo in bagno?

Meglio di no. Le maison chiedono un posto fresco e asciutto, lontano dal calore: il bagno, con il vapore della doccia e la temperatura che sale e scende più volte al giorno, è l’opposto. Se ti piace averlo a portata di mano, tienine in bagno solo un flacone piccolo da finire in fretta.

Quanto dura un profumo dopo l’apertura?

Lo dice il simbolo del vasetto aperto sulla confezione, seguito da un numero di mesi, per esempio 36M. Santa Maria Novella indica di usare le sue fragranze entro 36 mesi dall’apertura; L’Artisan Parfumeur indica per le proprie una durata massima fino a 5 anni. Conservato male, un profumo cambia prima.

Come capisco se un profumo è andato?

Dall’odore e dall’aspetto. L’FDA, l’agenzia statunitense per alimenti e farmaci, indica come segnali di un cosmetico alterato i cambiamenti di colore, di consistenza e di odore. L’Artisan Parfumeur spiega che con troppo calore e luce un profumo può perdere le note di testa, cioè quelle che senti per prime appena lo spruzzi.

Cosa significa la clessidra sulla confezione?

Indica la data di durata minima: secondo il regolamento europeo sui cosmetici, il prodotto va usato preferibilmente entro quella data. La clessidra è obbligatoria per i prodotti che durano 30 mesi o meno; per quelli che durano di più si indica invece il periodo dopo l’apertura, con il vasetto aperto.

Fonti e verificheDati verificati il 4 novembre 2026
  1. Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella — FAQ: Our formulas — Documentazione del produttore, verificata il 4 novembre 2026
  2. L'Artisan Parfumeur — How long can I keep my fragrance? — Documentazione del produttore, verificata il 4 novembre 2026
  3. Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, articolo 19 (etichettatura) — Norma o regolamento, verificata il 4 novembre 2026
  4. U.S. Food and Drug Administration — Cosmetics safety Q&A: shelf life — Altra fonte, verificata il 4 novembre 2026

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